Istituzioni ed eroi
L’Italia delle «grandi battaglie»
ideologiche
A maggio 2023 scrissi un articolo sui veri rapporti tra Papa Leone X (al secolo Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico) e il Cardinale Wolsey, articolo che, se riletto attentamente, può ridefinire molti caratteri della storia nazionale italiana.[1]
Quando Papa Leone X nominò il Cardinale Wolsey Legato Pontificio in Inghilterra lo fece a ragion veduta. Voleva riportare pace nel conflitto in essere tra Francia e Inghilterra e ci riuscì con il Trattato di Londra che venne stipulato l’anno successivo, nel 1518.
Wolsey, fine diplomatico, cadde in disgrazia presso Enrico VIII Tudor quando non riuscì a far annullare il matrimonio tra il Sovrano Inglese e Caterina d’Aragona, e per tale motivo accusato di alto tradimento doveva essere processato, ma morì prima che il processo si svolgesse.
Al centro di tali vicende, famiglie fiorentine di banchieri legate ai traffici commerciali e di riflesso politici del tempo. Fiorentine ma non solo, anche la famiglia dei banchieri lucchesi Cavallari ebbe un ruolo decisivo, sin qui non troppo definito dalla storiografia ufficiale.
Farlo significherebbe smascherare i coinvolgimenti dei celebri banchieri Fugger nell’accusare i Frescobaldi e i Cavallari che subirono all’epoca fallimento, salvo poi venir scagionati e rientrare nei circuiti inglesi.
Il legame profondo che ci fu tra gli Holland Fox inglesi e la penisola italiana in epoca successiva (con Napoli piuttosto che con Lucca e Firenze) rimanda proprio a tali vicende.
Se Wolsey fu intimo del Cardinale Lucchese Silvestro Gigli, l’altrettanto celebre famiglia lucchese dei Lucchesini incorporò non solo parte dell’Impero dei Cavallari in patria ma anche gli speciali rapporti con la Corte Prussiana che rimandano ai servigi medesimi in Lucca nei primi anni del XIX secolo dei Lucchesini verso gli stessi Baciocchi Imperiali che qui regnarono.
Gli Holland Fox si legarono infatti proprio ai Lucchesini e di riflesso alla spia murattiana lucchese Giuseppe Binda (figliastro di un Lucchesini) con motivazioni che vanno ben oltre quelle addotte dalla storiografia ufficiale.
Un Fox era in auge già ai tempi del Cardinale Wolsey, con riferimenti successivi a membri della Casata quali importanti scienziati ed esploratori inglesi, cosa che ci riporta inesorabilmente a quanto sto descrivendo.
Che ci sia un legame tra i Fox del XV secolo e i Fox del XVIII e XIX secolo? Non stupirebbe visto che la celebre contea di Licester che tanto peso politico ebbe durante la Guerra delle Due Rose, che incoronò propio i Tudor in Inghilterra, venne ereditata nel XVII secolo proprio dai Fox, poi Holland Fox, che ebbero anche il titolo di conti di Licester.
Wolsey avrebbe dovuto diventare Pontefice all’epoca, sostenuto proprio da quel Papa Medici citato, ma la sua comunione con Enrico VIII (solo in seguito il Wolsey cadde in disgrazia con tale Sovrano) suggerì il suo allontanamento dalla penisola italiana.
Un allontanamento che però mai venne meno sul piano ideologico, se pensiamo ai rimandi con la Corte Prussiana riformata proprio degli ambienti lucchesi dei Lucchesini e dunque con l’ancestrale connubio, anche attraverso vie parallele, agli ormai riformati Holland Fox inglesi, che ritornarono in Italia a partire in particolare dal XVIII secolo.
In Lucca la famiglia Spada vedeva un suo ramo che confluiva nei legami con gli Spada de’ Medici, ramo collaterale, ancora nel XIX secolo. E insieme a un figlio di Luciano Bonaparte, fratello del grande Napoleone, Carlo Luciano, tale Casata frequentava nel XIX secolo lo scienziato inglese Hamprhry Davy, ospitando a lungo il Davy in casa propria in Roma.
Brillanti rapporti di forza con l’Inghilterra riformata di un clero romano, cui gli Spada de’ Medici erano legati, affatto contrario durante il Primo Risorgimento a un cambiamento politico che si prospettava all’epoca in un’ottica rivoluzionaria. Cosa che la storiografia ufficiale non propone.
Sir Hamprhry Davy fu uno scienziato che sostenne apertamente le questioni risorgimentali italiane, e che frequentò con vigore ambienti romani non così distanti dalla Curia della Capitale. Suggestivo che un altrettanto celebre Davy, Alexander padre, meglio conosciuto come Alexander Dumas, abbia avuto un ruolo importante sia nelle vicende napoleoniche che nella questione murattiana.
Nessuna parentela tra le due Casate, i Davy inglesi e quelli francesi? O forse sì? Noi questo al momento non possiamo definirlo.
Sappiamo tuttavia che le origini erano comuni, almeno in epoca medievale.
A ogni modo Alexander Dumas padre scrisse un importante, libro meno conosciuto rispetto al celebre Il conte di Montecristo. Mi riferisco alla sua pubblicazione Murat, dove egli racconta l’avventura murattiana partendo dalla sua diretta memoria, descrivendo il personaggio Murat, il suo essere un «Re Repubblicano».
Riproporre questi importanti legami significherebbe per la storiografia spulciare da vicino quanto l’ufficialità voglia una Casata all’epoca marginale nelle vicende italiane ed europee come i Savoia prendere il sopravvento in Italia e mantenerlo grazie allo Statuto Albertino del 1848, dato peraltro «in extremis» per una centralità statuale, estendendolo poi a Unità avvenuta al neonato Stato Unitario Italiano senza nessuna variazione sul tema, calandolo cioè dall’alto.
Dinastia, quella sabauda, poco costruttiva all’interno delle dinamiche europee per il Bel Paese che qui ho provato a descrivere, dinamiche che datavano a partire in particolare dal XV secolo. Una riflessione accurata, dove il Vaticano rappresentò l’ago della bilancia del periodo, ago non sempre così refrattario al cambiamento come la storiografia vuol far apparire.
Nel 1946 la vittoria repubblicana risicata (esattamente 80 anni fa) sulla Monarchia ci riporta con la memoria a queste tracce storiografiche remote, mai del tutto dipanate all’interno di una desueta ricostruzione delle vicende risorgimentali, che vede al centro eroi nazionali non sempre in sintonia con la grandezza materiale e spirituale della Penisola nel suo insieme e con la sua storia millenaria. Certi capitoli aspettano ancora una rilettura davvero approfondita.
1 www.storico.org, Papa Leone X e il Cardinale Wolsey (come entrare in punta di piedi nella grande storia), Elena Pierotti, maggio 2023.
