Storia dell’antisemitismo
Un fenomeno con elementi di sostegno ambigui

L’antisemitismo è un fenomeno molto antico, perché molti popoli hanno odiato una comunità nel passato abbastanza numerosa che aveva profonde affinità con i cristiani e i musulmani?

Quando parliamo di antisemitismo ci riferiamo a tre componenti diverse, l’antisemitismo religioso, quello socio economico e quello razziale, tutte e tre presentavano una scarsità di elementi a sostegno di tali teorie. Interessante notare che molti monarchi, nel corso dei secoli, diversamente apprezzavano gli Ebrei per le loro capacità economiche e culturali.

Gli scrittori romani criticavano gli Ebrei ma su basi fondate, gli Ebrei vivevano volontariamente in gruppi chiusi e isolati e avevano atteggiamenti di superiorità sugli altri. Dalla Bibbia risultava che avevano un rapporto speciale con Dio e alcuni gruppi fanatici diedero vita a due delle maggiori ribellioni contro lo stato romano nel 66 dopo Cristo e nel 132 dopo Cristo. Come sappiamo la repressione romana fu all’origine della diaspora e, secondo il Nuovo Testamento, a contrasti fra Greci portati al razionalismo ed Ebrei fondamentalisti.

Origene e gli altri Padri della Chiesa erano contrari all’ebraismo e spesso arrivavano a giudizi pesanti contro di esso e contro il popolo ebraico in generale, Giovanni Crisostomo scrisse Adversus Judeos, altri furono più moderati e Sant’Agostino in particolare era contrario alle violenze e alle conversioni forzate. L’Imperatore Teodosio, come sappiamo particolarmente rigido, stabilì che gli Ebrei non potessero svolgere attività nei pubblici uffici.

Nell’Alto Medioevo la questione ebraica divenne secondaria e dai documenti in nostro possesso risulta una certa tolleranza. Un inasprimento si ebbe intorno al 1100. Il primo massacro di cui si ebbe notizia si ebbe a Fez in Marocco in seguito alla conquista della città da parte di una tribù berbera, si ebbero sia saccheggi generalizzati sia uccisioni e riduzione in schiavitù di alcune migliaia di Ebrei. Si ebbe trent’anni dopo a Granada, allora sotto i musulmani, una rivolta della popolazione che uccise alcune migliaia di Ebrei come conseguenza di quelle che erano ritenute le nefandezze compiute da un visir (ministro) ebreo al servizio del governo arabo. Ancora trent’anni dopo la cosiddetta Crociata dei Poveri guidata da personaggi carismatici vide il massacro dei villaggi ebrei incontrati lungo il percorso.

Nel 1144 è documentato il primo caso di violenza contro gli Ebrei in un piccolo centro urbano inglese causato dalla credenza (con scarse motivazioni) nell’uccisione di un ragazzo cristiano da parte della locale comunità ebraica per motivi di rituali religiosi. Le accuse dell’uccisione di bambini cristiani per particolari cerimonie religiose ebraiche dove si beveva il sangue si ripeterono nel corso dei secoli, ma risultavano poco credibili in quanto contrastavano con il divieto biblico di utilizzare il sangue, mentre diverse autorità locali civili o religiose intervennero per fermare tali accuse.

Tali eventi insieme alla concessione di interessanti incarichi lavorativi nel campo dell’amministrazione, dell’artigianato e del commercio spinsero una grande quantità di Ebrei a spostarsi nei territori scarsamente popolati dell’Europa dell’Est. Tuttavia la questione ebraica rimase e si ebbero i primi provvedimenti istituzionali. Nel 1213 il IV Concilio Lateranense impose agli Ebrei particolari modi di vestire per distinguersi dai cristiani nonché il divieto agli stessi di occupare incarichi pubblici. Nel 1276 i sovrani inglesi imposero tasse speciali sui mercanti ebrei e quattordici anni dopo la loro espulsione da tutto il Regno. Tale grave provvedimento si ritiene fosse causato dai debiti contratti dagli aristocratici verso i ricchi mercanti ebrei ma anche dalla volontà di impossessarsi dei loro beni immobili. Lo stesso provvedimento venne preso dai monarchi francesi a più riprese, la presenza di comunità ebraiche costituiva qualcosa che impediva l’omogeneità della popolazione soggetta al sovrano.

Il 1348 segna una data importante per l’Europa, l’arrivo della Morte Nera ovvero della peste durante la quale morì oltre un terzo della popolazione, anche in questa situazione ci furono casi in cui si incolpò della propagazione del male gli Ebrei nonostante fosse evidente che gli stessi ne soffrivano come gli altri popoli. Provvedimenti contro gli Ebrei vennero presi anche senza motivazioni particolari. Nel 1492 la numerosa comunità ebraica venne espulsa dalla Spagna (successivamente anche contro Ebrei che non professavano più la loro fede) e pochi anni dopo dal Portogallo dove si ebbe uno dei maggiori massacri antiebraici. Gli Ebrei trovarono rifugio in Olanda, in alcuni Stati Tedeschi, in Italia, in Nord Africa e in Europa Orientale dove divennero particolarmente numerosi.

L’avvento del Rinascimento non migliorò la situazione degli Ebrei. Il protestante Martin Lutero espresse parole di odio verso gli Ebrei. Nel 1569 si ebbe l’espulsione degli Ebrei dallo Stato Pontificio, provvedimento in parte ridimensionato per l’importante ruolo rivestito dagli stessi nel settore economico. Negli stessi anni molti Paesi emanarono provvedimenti antiebraici. Fra questi il divieto per gli Ebrei di possedere terreni e di svolgere molte attività economiche, l’obbligo di vivere nei ghetti urbani senza possibilità di circolare nelle ore notturne. Per tale ragione gli Ebrei in Europa si diedero a particolari attività come quelle di commercianti e di prestatori di denaro e in alcuni Paesi anche a quelle artigianali o mediche. Nel 1614 si ebbe quello che è considerato l’ultimo atto di violenza di massa contro gli Ebrei in Europa Occidentale, il saccheggio e l’espulsione da Francoforte, anche questo condannato dall’Imperatore.

Con l’Illuminismo si ebbe una graduale riduzione della legislazione antiebraica in Occidente ma nel resto del mondo le cose non migliorarono. Nel 1840 gli Ebrei furono accusati di aver ucciso un monaco cristiano a Damasco, dopo venti anni si ebbero violenze antiebraiche in Marocco. Tuttavia nello Stato Pontificio gli atti di intolleranza continuarono, si ebbe nel 1850 il celebre caso Mortara, un bambino venne battezzato all’insaputa dei genitori ebrei e ciò costituì motivo per sottrargli il figlio. In anni di poco posteriori si ebbero le dure prese di posizione di Karl Marx, degli anarchici Pierre Proudhon e Michail Bakunin; quest’ultimo affermò: «Questo mondo ebraico, consistente in un’unica setta sfruttatrice, una razza di persone succhia sangue, un genere di parassita collettivo distruttore organico, che va non solo oltre le frontiere degli Stati, ma anche dell’opinione politica, questo mondo è ora, perlomeno in buona parte, al servizio di Marx da una parte, e dei Rotschild dall’altra».

Anche nell’estrema destra si ebbe un ritorno all’antisemitismo, in Francia vi fu chi attribuì la colpa della disfatta nella guerra franco prussiana agli Ebrei e venti anni dopo vi fu il caso Dreyfus, un ufficiale ebreo accusato ingiustamente di aver passato documenti militari al nemico. Nello stesso periodo uno scrittore tedesco, Wilhelm Marr, nazionalista ma vicino anche alle idee dell’estrema sinistra scrisse di una lotta secolare fra Tedeschi ed Ebrei e riguardo questi ultimi lanciò un’accusa ripresa da molti, che gli Ebrei controllassero industria e finanza, mentre altri antisemiti successivi sostennero l’idea stravagante che gli Ebrei fossero responsabili del capitalismo e del comunismo.

Come dicevamo, nell’Europa Occidentale l’ultima violenza di massa contro gli Ebrei si ebbe nel Seicento ma a fine Ottocento e inizi Novecento si ebbero assalti ai villaggi e ai quartieri ebraici in Russia, i pogrom, causati spesso da crisi economiche locali che ebbero come risultato l’emigrazione di molti di fede ebraica negli Stati Uniti e, secondo le indicazioni dei sionisti, in Palestina. Non molto tempo dopo gli Ebrei in Palestina furono oggetto di violenze. Principale fomentatore di queste violenze fu il Gran Muftì (capo religioso e politico) di Gerusalemme che in anni successivi si accordò con la Germania nazista per la creazione di una divisione SS formata da volontari musulmani.

Sempre negli stessi anni vennero pubblicati in Europa i Protocolli dei Savi di Sion che mettevano in luce un complotto di vaste proporzioni per il dominio ebraico sul mondo. Il testo contribuì al nuovo antisemitismo anche se non molto tempo dopo venne scoperto che si trattava di falsi. In Germania si diffuse l’opinione della «pugnalata alla schiena» con la quale gli Ebrei avevano favorito il crollo dello Stato Tedesco nella Prima Guerra Mondiale, ma gli storici ritengono che gli Ebrei combatterono con valore durante la guerra mentre la causa della sconfitta tedesca era da attribuirsi alla carestia che si era diffusa, causata dal blocco navale britannico.

In Germania l’antisemitismo divenne uno dei temi più diffusi dal partito nazista, ma anche leggendo il Mein Kampf non si hanno accuse precise contro gli Ebrei, ritenuti in maniera vaga responsabili del marxismo e del capitalismo, nonché di controllare la finanza e la stampa. Anni più tardi anche il regime fascista italiano prese posizione sulla razza e sulla questione ebraica. Nel 1938 venne sottoscritto il Manifesto della Razza che si incentrava sulle questioni strettamente biologiche senza attribuire valore alle questioni storiche e culturali, lo stesso poi specificava che gli Ebrei appartenevano a una razza diversa da quella europea, fatto oggi smentito dallo studio del Dna. L’antisemitismo ebbe una certa diffusione ma non dobbiamo pensare che tutti gli antisemiti fossero persone incolte, per alcuni anni il grande industriale americano Henry Ford riteneva che esistesse una minaccia ebraica e riteneva valido quanto espresso dai Protocolli dei Savi di Sion.

Nel dopoguerra la tragedia dell’Olocausto diede un duro colpo all’antisemitismo, ma dobbiamo ricordare che centinaia di migliaia di Ebrei furono espulsi dai Paesi Arabi, mentre nell’Unione Sovietica si ebbe una campagna antisemita che non ebbe gravi conseguenze solo perché nel 1953 morì Stalin. In anni successivi nei nostri Paesi si diffuse l’avversione verso Israele da parte dei movimenti dell’estrema sinistra, anche la recente guerra con Hamas portò ad atti di intolleranza verso gli Israeliani (anche non filogovernativi) ma anche contro gli Ebrei Europei.

(maggio 2026)

Tag: Luciano Atticciati, antisemitismo, Origene, Padri della Chiesa, Crociata dei Poveri, uccisioni rituali, Marx, Proudhon, Bakunin, Dreyfuss, Wilhelm Marr, Gran Muftì, Protocolli dei Savi di Sion, Hitler, Mein Kampf, Manifesto della Razza, Olocausto, Hamas, Stalin.