La simbologia delle Brigate Nere, tra
determinazione e repressione
Un argomento poco conosciuto
Probabilmente da sempre, perlomeno da quando esistono società organizzate, l’uomo vive in un mondo denso di simboli: le stesse lettere della scrittura sono un simbolo, una rappresentazione di suoni o di intere parole, di concetti concreti o astratti. Conoscere una data serie di simboli significa appartenere, o poter entrare a far parte, del gruppo che utilizza quei simboli.
Vi sono simboli, più o meno conosciuti, nelle religioni, nelle associazioni culturali e via dicendo. Il codice della strada contiene simboli (quelli dei segnali stradali) che hanno lo stesso valore in tutto il mondo: questo permette a chiunque percorra una strada di orientarsi e seguire determinate indicazioni (velocità massima consentita, presenza nelle vicinanze di punti di ristoro, possibilità di incorrere in tratti di strada sdrucciolevole con particolari condizioni atmosferiche…).
Anche le Brigate Nere del fascismo, unità paramilitari costituite nel periodo della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale col compito di reprimere l’opposizione al regime, combattere la Resistenza e mantenere il controllo nel Nord Italia, utilizzavano un proprio apparato simbolico: l’uso di simboli distintivi, in un’epoca di confusione e tumulto, serviva a rafforzare l’identità di queste unità e a creare una coscienza di gruppo tra i loro membri; inoltre i loro simboli non solo riflettevano ideologie politiche, ma anche una specifica estetica e una narrativa propagandistica e spesso intimidatoria, sottolineavano la volontà di resistere contro l’opposizione mostrando forza e compattezza. Non è quindi inutile analizzare i principali simboli utilizzati dalle Brigate Nere e comprendere il loro significato.
Cominciamo dal colore. Le Brigate Nere utilizzavano uniformi nere, un richiamo diretto alla tradizione dei primi Fasci Italiani, quindi alle origini stesse del movimento fascista: il colore nero era scelto per rappresentare l’autoritarismo e la disciplina che permeavano queste unità, la serietà e la determinazione delle Brigate nel combattere ogni nemico, oltre a essere associato anche all’idea di ombra e di repressione. Quando non era possibile avere la camicia nera prescritta, si utilizzavano maglioni, giacche o giubbotti dello stesso colore.
Il berretto indossato dai membri delle Brigate Nere spesso era decorato con un distintivo rappresentante un teschio o un fascio repubblicano (appuntati di frequente anche sul bavero), in numerose varianti spesso di produzione semiartigianale, che talvolta incorporava un pugnale: tale simbolo rappresentava, ancora una volta, la loro dedizione e la loro disponibilità a combattere fino alla morte per difendere gli ideali fascisti. Il pugnale era un richiamo anche al carattere violento e non di rado brutale di queste Brigate, una violenza e una brutalità che portarono lo stesso Mussolini a disarmare i gruppi più «estremisti», ma che aumentarono con l’incrudelirsi della lotta partigiana.
Era invece un distintivo ufficiale, in metallo o in stoffa, una targhetta rettangolare rossa e nera che riportava il nome della Brigata e che era da indossare sul petto.
Come si può notare da questi brevi accenni, i simboli delle Brigate Nere durante il fascismo non erano semplici decorazioni, ma rappresentazioni di ideologie, di valori e di una narrativa di potere che caratterizzò un periodo della storia italiana cruciale per comprendere – con tutti i suoi aspetti, positivi e negativi – il periodo attuale. Questi emblemi evocavano un senso di appartenenza, orgoglio e impegno verso una causa che, se portò ad atrocità e sofferenze, per molti divenne un ideale per il quale sacrificare la vita, soprattutto quando fu chiaro che la vittoria era impossibile.
Analizzare i simboli delle Brigate Nere, inoltre, ci porta a capire come la simbologia possa influenzare la coscienza collettiva e come venga utilizzata nella propaganda politica, anche ai giorni nostri, in un modo a volte più sottile ma altrettanto efficace. Comprendere questi simboli è fondamentale per chi desideri decifrare in modo obiettivo le dinamiche storiche, culturali e politiche del fascismo italiano e, in senso più ampio, per riflettere sul potere della simbologia anche negli attuali conflitti sociali e geopolitici.
