Il Trizub: lo stemma ucraino
Una storia millenaria e in parte sconosciuta

Il trizub

Il trizub ucraino

Nel cumulo di macerie e schegge di parole che riguardano l’Ucraina, quello del suo stemma è sicuramente un punto misterioso, o incompreso ai più, in Italia in particolare. Il Trizub è lo stemma ucraino. Non è un tridente come può sembrare. È un falco tuffatore, che s’immerge nelle acque. È un simbolo, uno stemma, che riemerge dai secoli dell’Alto Medioevo. Chi lo abbia coniato per primo resta incerto. La distruzione degli archivi storici ucraini da parte di Pietro I e soprattutto da parte di Caterina II, è stata probabilmente fatale alla ricostruzione della Storia. In Svezia, a esempio, esistono documenti originali che fanno emergere la Storia dell’Ucraina, come la prima Carta costituzionale al mondo del 5 aprile 1710 promulgata dall’etmanato di Orlik. Per il Trizub, è dunque necessario cercare negli archivi di altri Stati. Non solo il passato del Trizub ucraino fu cancellato, ma per la falsificazione e reinvenzione a uso e consumo, Pietro I e soprattutto Caterina II avevano la necessità di eliminare il vecchio dominio del Kanato dopo il periodo dei «Torbidi», per creare una identità che con il simbolo della Rus’ avesse poco a che fare, per non risvegliare l’orgoglio ucraino. Il Trizub era legato al potere e non alla religione fin dalle origini, ma non al mondo di Pietroburgo, o di Mosca. Nel 1686 con la «Pace eterna» firmata a conferma del Trattato di Andrusovo del 1667 tra Polonia e Moscovia, Kyiv fu venduta dai Polacchi allo Zarato. La Chiesa di Costantinopoli concesse contemporaneamente alcuni privilegi alla Chiesa Ortodossa di Mosca. Tra questi, il riconoscimento dei privilegi della Chiesa di Kyiv, investendola del diritto supremo di riconoscere la Chiesa di Kyiv come riferimento dell’ortodossia. Ma la debolezza politica di Kyiv di quegli anni e l’ambiguità di quei processi teologici le furono fatali. La causa del predominio teologico in favore di Mosca fu sostenuta da Feofan Prokopovich da Kyiv, trasferitosi a Mosca, poi pentitosi, che provocò il falso e levantino principio della supremazia della Chiesa di Mosca su quella di Kyiv. Questa situazione di debolezza e sottomissione comportò il grande equivoco e giustificò l’occupazione da parte dello Zarato del suolo ucraino, che era molto più vasto di quello dell’attuale Ucraina e che comprendeva le città di Suzdal, le aree di Belgorod, Kursk, Voronezh e il Kuban, fino e oltre il fiume Don.

Con queste condizioni tutto finì, dimenticato dalla popolazione per effetto della forza impositrice di un potere straniero. Sotto i Polacchi, l’Ucraina, ancora espressione geografica e cartografica fin dal XV secolo, non aveva subito gli oltraggi di questo nuovo padrone e la cancellazione della sua memoria storica; il dominio mongolo-tartaro era stato respinto dai Lituani Polacchi, ma lo Zarato, alla fine del XVII secolo, ripropose il giogo del Kanato su Kyiv.

Ecco perché questo suggestivo e stilizzato simbolo ha, come detto, origini lontane e in parte sconosciute. In Europa, nell’Alto Medioevo, dopo il Trattato di Verdun, come era uso ovunque dividere gli Imperi tra gli eredi maschi per la legge salica, una parte del Regno di Carlo Magno toccò a Carlo il Grosso, che morì nell’887 dopo Cristo. Poco meno di dieci anni prima da questo evento, in Svezia era deceduto Re Riurik, nell’anno 879. È, questo, più o meno il periodo di tempo in cui nasce il Trizub, che pare sia lo stemma della famiglia Rus (svedese) dei Rurik, o Rurikidi, che crearono, stilizzato, il falco tuffatore. L’origine svedese e anche l’esistenza di una dinastia discesa da Riurik è contestata. Restano incerte le fonti; altre indicano l’originalità in terra di Kyiv. Esistita oppure no tale dinastia, il falco tuffatore resta. Riurik era probabilmente il bisnonno di Volodomir Svjatoslavich il Grande, fondatore della Chiesa Cristiana in Crimea nel 988, che il Principato della Kivian Rus portò progressivamente a Nord. Il Regno dei Rus era già grande nell’anno Mille, e Kyiv il centro di scambi commerciali secolari. Il Dnieper era la via maestra; si potrebbe dire, la nostra Autostrada del Sole, da dove oltre le lunghe cascate di Zaporizhia risalivano, o scendevano, le merci, da e per l’Asia. Oltrepassare le cascate e giungere al mare, lo si poteva fare attraverso gli affluenti e altri fiumi che portavano all’attuale Mar d’Azov. Dal Dnieper, proseguendo per un tratto via terra e riprendendo poi il corso del fiume, discendendo dopo le cascate, si arrivava fino al delta, sul Mar Nero. Così, allo stesso modo si poteva fare, risalendo le cascate per almeno 70 chilometri con i carri via terra.

Ma torniamo al nostro Trizub. Come potete vedere, il simbolo è un falco tuffatore con due ali, la coda dritta, nel momento del suo tuffo da agile pescatore. Non è un tridente. Come detto è un segno dinastico, politico, non religioso. È precedente a Oleg figlio di Vladimir, che regnò dall’880 al 912. Del Trizub di Vladimir Svjatoslavich il Grande, è stata data un’audace altra spiegazione: il principe al centro si distingue dai due figli Yaropolka e Oleg. Quando il Cristianesimo sostituì il paganesimo, il Trizub non fu vietato. Il simbolo cambiò forma nel tempo, ma sempre fu riconoscibile. Era rappresentato nella moneta di Stato già prima che il fiorino fiorentino diventasse la potente moneta del Medioevo. La Grivna, infatti, rappresentava il Trizub come effige riconoscibile. Era la moneta di Kyiv, in uso di scambio dei felici e ferventi commerci. La flessibilità di questo disegno, dà lo stilema che ha permesso di sopravvivere fino a riportarlo all’interesse nazionale nell’epoca del «Risveglio» ucraino del XIX secolo. Nella prima Repubblica Popolare Ucraina del 1917-1922, Plejtura mostra il suo Trizub al braccio sulla divisa da capo democratico della neonata e convulsa Repubblica, minata dai bolscevichi di Lenin e Trotzky, davanti ai suoi interlocutori al tavolo della pace a Versailles nel 1919. Diventerà ,poi, con Conovalez, lo stemma nel 1939 dei «Carpazi Ucraini», e con Bandera, dello Stato Unico di Ucraina il 30 giugno 1941, pochi giorni dopo l’invasione nazista cominciata col bombardamento di Minsk e Kyiv. Il mai dimenticato Trizub tornerà nella guerra contro Stalin tra le fila dell’OUN e dell’EIU. Dopo la crudele parentesi sovietica, il Trizub volerà sulle bandiere azzurro-gialle con l’indipendenza dell’Ucraina dall’agosto 1991.

(febbraio 2026)

Tag: Enrico Martelloni, Ucraina, Trizub, stemma ucraino, falco tuffatore, Kyiv, Chiesa di Kyiv, Feofan Prokopovich, Riurik di Svezia, famiglia Rus, Volodomir Svjatoslavich il Grande, Regno dei Rus, Vladimir Svjatoslavich il Grande.