Storia dell’Ucraina in pillole – prima parte
Dal 1944 al 1969


1944

Con la deportazione dei Tartari della Crimea in Siberia, per il sostegno ai Tedeschi non peggiori dei Sovietici, nel 1944 la guerra era ancora aperta. Il Soviet dell’Ucraina non aveva quella penisola, che già era stata parte al tempo della Repubblica indipendente del 1919, prima dell’occupazione bolscevica del 1921.


1947

A seguito del terzo Holodomor, Gaganovich divenne Primo Segretario Comunista dell’Ucraina. La repressione su scrittori e poeti fu pesante, ma la lotta dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino) per l’indipendenza doveva continuare ancora per un decennio.


1950-1954

Solo con la morte di Shukhevych, capo dell’Esercito Indipendentista Ucraino (EIU) nel 1950, Mosca e il suo regime trovarono la via per soffocare lo spirito libertario ucraino. La morte di Stalin nei primi di marzo del 1953 pose inizio a un certo tipo di revisionismo che sconvolse tutti gli apparati comunisti. Tra questi, anche quelli dei Paesi satelliti, Italia compresa, cui Togliatti, in equilibrio forzato, si oppose. Kruscev, che aveva superato il suo rivale Malenkov vero firmatario dell’annessione della Crimea al Soviet Ucraino, aveva cambiato qualche carta, non la sostanza. Il ritorno della Crimea all’Ucraina costò la perdita di alcuni territori a Est. Ma il passaggio era stato necessario: partiti forzatamente migliaia di Tartari, la penisola stava vivendo un forte periodo di decadenza e depressione. Solo gli Ucraini e le acque del Dnieper attraverso un canale artificiale, avrebbero potuto cambiare la Crimea per farla tornare come un tempo. E così fu.


1959

A seguito della soppressione dell’Esercito di Liberazione Ucraino, il 12 ottobre 1954 fu ucciso Lev Rebet, uno dei leader dell’OUN (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini), da parte degli agenti segreti di Mosca. Il 15 ottobre 1959, come il precedente, a Monaco, fu la volta di Stephan Bandera. Con la sua morte, l’eroe riconosciuto come una delle anime del desiderio di libertà ucraina, si spensero per il momento quasi tutte le speranze di libertà.


1961

Fu questo un anno importante. Mikita, e non Nikita Kruscev di Donets’k, era il Segretario Generale del partito da circa 7 anni e iniziò un periodo di disgelo, ma era stato molto crudele in passato in nome del partito e della gerarchia comunista. Non fu mai un tenero, annotò sul suo diario degli episodi di cannibalismo durante l’Holodomor del 1932-1933, che Stalin rifiutò di riconoscere. Compaiono, già negli anni precedenti al 1961, nonostante la marcata repressione, i Samizdat, testi clandestini dove si dibattono: il problema della lingua, la libertà di pensiero, parola, culto.

Un mese prima della Baia dei porci a Cuba, nel Soviet di Ucraina avvenne una tragedia equiparabile a quella del Vajont del 1963, ma al contrario nascosta dal sistema sovietico.

C’erano in Kyiv tre fabbriche che producevano mattoni. I residui con acqua, venivano accumulati a monte di una diga che doveva essere di cemento armato e che rilasciava a valle materiale. Sarebbe stato possibile evitare il disastro, solo se le tre aziende avessero lavorato per 8 ore invece che 24 al giorno, in tre turni, dividendo anche la produzione. In tanti anni si erano accumulati 4 milioni di metri cubi di materiale di scarto non defluito e aveva raggiunto il colmo della diga. Kurenivka era il quartiere più in basso. Il 13 marzo alle ore 8,30 la diga franò, la melma, il fango e l’acqua ricoprirono il quartiere per un’altezza di 14 metri. Sparì, così, un quartiere popolato. I morti furono circa 1.500, ma il sistema politico nascose tutto, chiuse i telefoni per non far diffondere la notizia, vietò ai giornali la divulgazione dell’evento. Racconteranno poi che erano morte 145 persone e scritto date false sulle tombe delle vittime, tra cui un intero asilo. Nel 2012 furono accertati i fatti, mentre dal calcolo delle vittime fu riscontrato fossero circa 1.500. La frana di Kurenivka si era verificata il 13 marzo 1961 a Kyiv, allora una città e capitale del Soviet di Ucraina, Unione Sovietica.


1964

Un altro «servo del popolo» e in concorrenza con Mikita fu Leonid Breznev, nato in Ucraina a Kam’jams’ke, ma in realtà vissuto a Dinipropetrovs’k, oggi solo Dinipro, mentre Kruscev era nato sotto l’Impero, nell’oblast di Kursk. Nel 1963-1964, Kruscev sostituì diversi uomini del Governo e collaboratori vicini a Breznev. Questi perse il suo principale ruolo e con lui Pdgorny. Attraverso il KGB e altri «torbidi», Breznev ribaltò la situazione. Avvenne così che Leonid Breznev, nell’ottobre del 1964, diventò il nuovo Segretario Generale del partito comunista fino quasi alla sua dissoluzione.


1967

Il KGB scoprì un’organizzazione clandestina di studenti universitari, arrestati e processati a Ivano-Frankivsk, città dell’omonimo intellettuale vissuto a cavallo ta il XIX e il XX secolo. In questi anni altri giovani dissidenti formeranno le loro idee di indipendenza e libertà.


1968-1969

Come Jan Palach a Praga, il 5 novembre 1968 lo studente V. Makucha si cosparse di benzina in Piazza Cheresciatyk, la strada principale di Kyiv che attraversa Maidan, e si diede fuoco gridando «Vilna Ucraina» («Ucraina libera»). Il sentimento di indipendenza non era morto, attendeva solo anni migliori.

(marzo 2026)

Tag: Enrico Martelloni, Storia dell’Ucraina in pillole, dal 1944 al 1969, deportazione dei Tartari in Siberia, Soviet dell’Ucraina, Holodomor, Gaganovich, UPA, Esercito Insurrezionale Ucraino, Shukhevych, Esercito Indipendentista Ucraino, EIU, Kruscev, ritorno della Crimea all’Ucraina, Esercito di Liberazione Ucraino, Lev Rebet, OUN, Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, Stephan Bandera, Mikita, Samizdat, frana di Kurenivka, Leonid Breznev, KGB, V. Makucha.