Italia anni Ottanta: il caso Goldrake e l’impatto con l’opinione pubblica italiana
Storia, curiosità e critiche di una delle più seguite serie di animazione giapponesi

Atlas Ufo Robot o semplicemente Goldrake, è stato prodotto dalla Toei animation tra il 1975 ed il 1977 in ben 74 episodi. L’anime Tv, era tratto dall’omonimo manga di Go Nagai, uscito nel 1973. In Italia, è stato il primo cartone animato di genere robotico ad apparire in televisione ed esattamente il 4 aprile 1978, mentre il Paese era ancora sotto shock per il sequestro del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse. È stato allora trasmesso dal programma Buonasera con il 4 aprile alle ore 18,45 su Rete 2 (oggi Rai 2). Ad annunciare la novità, è stata la conduttrice Maria Giovanna Elmi, che fece una premessa su questi cartoni nipponici e sul loro successo riscontrato all’estero. La Rai allora, lo trasmise in tre scaglioni: dal 4 aprile al 6 maggio 1978 (24 episodi); dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio 1979 (25 episodi); dall’11 dicembre 1979 al 6 gennaio 1980 (26 episodi). In Tv, sono stati trasmessi soltanto 71 episodi su 74. Comunque, non tutti sanno, che il termine Atlas Ufo Robot, nasce da un errore, Atlas è stato inserito per errore dai dirigenti della Rai dopo avere acquistato la serie televisiva dalla Francia. Infatti, non avendo dimestichezza col francese, pensavano che Atlas fosse il nome del personaggio, invece era la guida informativa del cartone animato. In conseguenza di ciò, credevano che il personaggio si chiamasse Atlas Ufo Robot. Goldrake fa parte di una trilogia assieme a Mazinga Z e Grande Mazinga, in parole povere, nell’originalità giapponese è una continuazione. Tuttavia, in Italia, è stato trasmesso prima degli altri due personaggi, non rispettando dunque la «continuità» tra queste serie. Per esempio, il personaggio Alcor, che poi in Mazinga Z è Ryo Kabuto, nel Grande Mazinga invece Kojii, è comunque lo stesso. Negli episodi diffusi in Italia, il doppiaggio del pilota di Goldrake, ossia Actarus (Duke Fleed) è stato affidato a Romano Malaspina, che tra l’altro poi ha prestato sempre la sua voce in altri cartoni, quali Jeeg Robot d’Acciao, Getter Robot, Gackeen e tanti altri.

Parlando delle curiosità presenti in questo anime, se prendiamo il famoso disco TFO, pilotato da Alcor, l’idea di realizzarlo per le scene è venuta ispirandosi al disco avvistato negli anni ’50 dal famoso contattista ed ufologo polacco naturalizzato americano George Adamski, che con i suoi avvistamenti ha ricoperto tante pagine nei mass media. In un episodio, ossia il 53°, compare il mostro rivale King Gori, realizzato dallo sceneggiatore Shozo Uehara, il riferimento sembrerebbe al celebre film King Kong, uscito negli USA nel 1933. Comunque è più probabile che fonte d’ispirazione per realizzare King Gori, sia il film uscito in Giappone nel 1962 intitolato King Kong contro Godzilla. Da notare che il riferimento al film del 1933 appare evidente nella scena quando il gigantesco gorilla, l’unico che appare imbattibile per Goldrake, attacca Tokyo e colpisce il velivolo guidato da Venusia, la quale sarà rapita dallo scimmione e portata in cima sul grattacielo.

In Corea del Sud, sono stati realizzati sulla scia del successo dei cartoni animati nipponici personaggi che assomigliavano a Goldrake ed a Mazinga, quest’ultimo chiamato in coreano Taekwon V. Goldrake, dicevamo, aveva un «gemello» chiamato Mazinger X, protagonista di un lungometraggio, Run! Mazinger X, di Kim Hyeon Yong: è un film d’animazione di un’ora e 12 minuti circa, prodotto il 9 dicembre 1978 dallo studio Say Kyong Heungop. Il prodotto, a differenza di quello giapponese, è più destinato ad un pubblico infantile. Infatti i personaggi sono tutti ragazzini adolescenti, mentre i vari Actarus, Alcor eccetera, sono adulti. Il lungometraggio sud coreano, presenta comunque assonanze con i personaggi di Go Nagai. Per esempio il pilota di Mazinger X, si chiama Apollon ed è il corrispondente dell’Actarus giapponese. Il film sudcoreano è ispirato agli episodi 49 Il mostro ribelle e 70 Addio Re di Fleed della serie Atlas Ufo Robot. La differenza tra i due prodotti, coreano e giapponese, stava comunque che mentre il primo era dai contenuti meno drammatico poiché rivolto ad un pubblico infantile ed in quanto i protagonisti «buoni» sono tutti ragazzini adolescenti, in quello giapponese vi era la guerra espressa in tutta la sua crudezza.

Nonostante il successo in televisione, molti sociologi, intellettuali e perfino la politica si scagliarono contro Goldrake. Oliviero Corvisieri, comunista di «Democrazia proletaria», membro della Commissione Vigilanza Rai, in un articolo apparso su «La Repubblica» il 7 gennaio 1979, aveva esternato le sue critiche verso il robottone giapponese. L’articolo s’intitolava Un Ministero per Goldrake. Dal punto di vista pedagogico era violento per i bambini, anche se voleva comparire come una sorta di paladino della giustizia, pronto a difendere la terra dai malvagi extraterrestri. Era etichettato come «antidemocratico» o addirittura «fascista». Si era pensato di eliminarlo dalla TV pubblica. La polemica in quel periodo caratterizzato da episodi di cronaca nera, Brigate Rosse, stragi varie eccetera non riguardò solo Goldrake i cui episodi cessarono nel gennaio 1980, ma un altro celebre personaggio «idolo» di noi bambini nati nei primi anni Settanta, ossia Mazinga Z. Mazinga Z, altro personaggio nato dal genio artistico di Go Nagai (l’autore di Atlas Ufo Robot) nel 1972, apparve sul primo canale Rai il 21 gennaio 1980. Come il suo collega Goldrake, anche Mazinga ha generato un polverone di proteste: nell’aprile 1980, dei genitori ad Imola protestarono affinchè i Ministri delle Poste e Telecomunicazioni, dell’Istruzione e la stessa Rai eliminassero tali trasmissioni. Addirittura il «Resto del Carlino», un quotidiano bolognese, intitolava: «Topolino» è una lettura sana, ma «Goldrake» è il diavolo. Dal punto di vista politico era stato fatto un paragone col cinema di fantascienza americano degli anni Cinquanta, quello in cui la paura dell’invasione aliena era messa in analogia con un’ipotetica invasione sovietica, di conseguenza Goldrake che combatteva gli alieni era di fazione politica opposta. Il 13 agosto 1980, con un editoriale apparso sulla rivista «Oggi», intitolato: Goldrake ammazza dal video, nessuno si prova a fermarlo, Nantas Salvalaggio aveva parlato di un tragico fatto di cronaca, quello di un bambino affascinato dai voli di Goldrake, che si costruì da solo una maschera di stoffa raffigurante il personaggio, legandosela attorno al viso con un filo di ferro, che gli fu fatale e che gli procurò la morte. Ci fu chi invece si era schierato a favore di Goldrake, come Gianni Rodari, giornalista di «Rinascita», il quale sosteneva invece che bisognava domandare ai bambini il perché apprezzassero Goldrake. Che messaggi lanciava loro?

Sono trascorsi quarant’anni dall’approdo in Italia di questo eroe nipponico, comunque una cosa è certa, nel senso che lasciamo stare le violente scene di guerra, ma personaggi come Actarus, ossia il pilota che lo guidava, ma anche Hiroshi Shiba, quello che si trasformava in Jeeg Robot, Tetsuya Tsuruji, il pilota del Grande Mazinga e via di seguito, sono stati personaggi che a noi ex bambini, oggi ultraquarantenni, dei primi anni Ottanta ci hanno automaticamente trasmesso valori, quali l’amore, l’amicizia, la fratellanza e l’altruismo.


Sitografia

http://www.barbadillo.it/4618-cartoon-quando-la-sinistra-criticava-goldrake-per-il-culto-della-delega-al-combattente/

Enciclorobopedia, sito specializzato sui robottoni anni Settanta-Ottanta.


Bibliografia

Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake, Storia di un eroe nell’Italia degli anni ’80

Alessandro Montosi, Goldrake. Il primo robot non si scorda mai, Iacobelli editore 2009

Iacopo Nacci, Guida ai super robot. L’animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980, editore Odoya 2016

Marco Teti, Generazione Goldrake. L’animazione giapponese e le culture giovanili degli anni Ottanta, Mimesis edizioni 2011

Massimo Nicora, C’era una volta Goldrake, Società editrice La Torre

Massimo Nicora, C’era una volta prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta, 2016, YoucanPrint Edizioni.

(aprile 2018)

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