Sulle tracce dei Cavalieri Templari
Le immagini suggestive ed i riferimenti nella mia città

Ho scritto alcune cose sull’Ordine Templare nella mia città in relazione a più generali riferimenti nazionali, in particolare con un occhio di riguardo a Matilde di Canossa e la sua Casata. Niente però rende di più di immagini suggestive che possono davvero tuffarci nel passato, e farci capire in modo non del tutto scientifico (con l’Ordine Templare è poco probabile mantenere integra scientificità) ma certamente probante, delle vicende e delle questioni chi videro i monaci guerrieri protagonisti. Propongo perciò un percorso nella mia città e nel suo contado, breve per la verità in relazione alla complessità e radicalizzazione dell’Ordine in queste terre che meriterebbe studi davvero approfonditi.

Inizio dal contado, meno conosciuto ma non per questo meno suggestivo. In un paesino della Garfagnana, Cascio, nel comune di Molazza, abbiamo chiare vestigia templari: una croce che in verità oggi non si trova più nei pressi della chiesa ma che verosimilmente appartenne a tale edificio. Altra croce non ben conservata e di matrice templare è vicino alla chiesa stessa; riferimenti anche all’Ordine Olivetano si trovano presso la chiesa, che secondo alcuni preludono ai rimandi sulla Magione del Tempio.

Croce

La croce di Cascio

Non distante da Cascio, in Media Valle, il suggestivo paese di Vico Pancellorum. Il nome pare abbia derivazione romana perché già all’epoca centro attivo, anche se pure sulle origini del nome nulla vi è di certo. Si arrocca, il paese, sulle colline, e le sue vestigia sono molto suggestive: i simboli qui proposti non lasciano molto spazio all’immaginazione. Lo stesso pavimento interno della chiesa riproduce una sorta di scacchiera che è ben visibile, come possiamo osservare, all’esterno. La suggestività dei luoghi ci riporta a quando Lucca e il suo contado vissero della forza e probabilmente dell’astuzia, non solo militare, ma più vastamente culturale ed anche commerciale di questi monaci guerrieri, che si relazionarono con gli altri Ordini cavallereschi presenti sul territorio, non ultimi i Cavalieri del Tau.

Pavimento della chiesa

Pavimento della chiesa di Vico Pancellorum

Lucca vedeva nelle sue torri e nella cinta muraria medievale (non quella attuale che risale ad epoca posteriore) un luogo di traffici commerciali, anche marittimi, col suo porto di Motrone, tra le attuali Forte dei Marmi e Viareggio, e le sue vie che conducevano in Francia, e da qui in Inghilterra (Via Francigena) e, attraverso la via del Brennero, nei territori tedeschi. Non fu mai davvero invasa, Lucca. Riuscì con le sue mura simboliche, con il suo denaro per la verità poi dilapidato, con le sue strategie politiche piuttosto «sornione», senza un esercito regolare, ma direi con un adeguato esercito «secolare» a restare indipendente fino al 1847, quando il Granduca di Toscana si poté annettere l’intero territorio.

Se andiamo all’Archivio di Stato troviamo un particolare riferimento proprio a San Ponziano, splendido chiostro che appartenne anche all’Ordine Olivetano, testé citato in relazione ai Templari. La magnificenza è rimasta immutata nel corso del tempo.

È Via della Rosa, con il suo nome e la sua chiesetta senza tempo a ricordarci che di qui passò Matilde di Canossa col cugino Goffredo di Buglione prima che questi si recasse in Terra Santa durante la Prima Crociata del 1099.

L’attuale chiesetta, che fu trasformata in deposito del sale come primo atto del Governo Baciocchi ai tempi della dominazione napoleonica, perché ciò era simbolico circa la nuova condotta da tenersi nei confronti della Chiesa di Roma, appare diversa rispetto all’epoca matildica, ed è incorporata nelle antiche mura romane.

La Chiesa Romana durante l’epoca tridentina aveva saputo reagire e ricostituirsi in una luce nuova di fronte alla voragine che aveva rappresentato per lei la Riforma Protestante; e ricostruire, sopra le vestigia templari di una chiesa fondata nel 1180 una rifondazione del 1574 di un Ordine, tutt’ora esistente, che seppe valorizzare la città e il suo retaggio religioso: i Chierici Regolari della Madre di Dio. La chiesa attualmente è barocca.

Ma tornando in senso stretto all’Ordine Templare sempre in città, fuori dalla Cattedrale di San Martino, troviamo il celebre Labirinto. Simbolo di circolarità e perfezione, ma anche di equilibrio, fu senza dubbio significante e determinante nei processi di identificazione dello stesso territorio.

Labirinto

Il Labirinto alla Cattedrale di San Martino

La Magione del Tempio era situata in città in quella che ancora adesso è Piazza della Magione. La chiesa ufficiale dei Templari era piccola, mentre la parte maggiore dell’edificio è costituita dalla Magione vera e propria. Dietro figurano gli orti dell’Ordine che si intersecarono con gli orti di un altro Ordine ubicato nella Cattedrale di San Romano, appartenuta all’Ordine Domenicano. Come ricordato in un precedente articolo, presumiamo che ci fosse stata una certa collaborazione tra i due Ordini, seppur così diversi.

Spostandoci ancora nel contado, e precisamente in direzione di Pisa, troviamo un antico monastero benedettino, il famoso monastero dalle cento finestre di cui ci parla il marchese Cesare Boccella nel XIX secolo. Il marchese fu uomo di fiducia e Gran Ciambellano di Carlo Ludovico di Borbone, il bizzarro Duca Lucchese votato al Protestantesimo di cui mi sono più volte occupata parlando di Risorgimento. Nell’operetta del Boccella dal titolo Il Templare si narrano le vicende di un non troppo misterioso cavaliere che, una volta sciolto l’Ordine, qui si ritirò per terminare i suoi giorni. Appartenne alla famiglia degli Obertenghi, molto potente nel Centro-Nord della Penisola e che vede nei Fieschi Genovesi un suo ramo collaterale. I Cavalieri Templari infatti non subirono, almeno nei vertici, un troppo triste destino. Come ricorda lo storico Paolo Mencacci in Templari a Lucca, gli ex Cavalieri Templari continuarono, una volta sciolto l’Ordine, ad esercitare le precedenti prerogative. Ho citato due Ordini, tutt’ora esistenti, Olivetani e Benedettini, che seppero interpretare quei tempi e rafforzare il potere dei monaci guerrieri che, soprattutto in Francia, vide la sua nascita e il suo declino.

Monastero benedettino

Il monastero benedettino dalle cento finestre
(agosto 2016)

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