Alla scoperta di Federico II di Svevia in terra salentina
Sulle tracce di un grande Sovrano

Oggi si va in Puglia, un mini tour per scoprire solo alcune delle numerose bellezze e testimonianze lasciate da uno degli Imperatori più importanti del Sud, il rivoluzionario Federico II di Svevia.


Sulle tracce dell’Imperatore Federico II di Svevia in terra saletina: Ostuni, la città bianca

Il mini tour ha toccato solo alcune città del Salento che mi hanno fatto scoprire delle testimonianze legate al complesso e incisivo piano di riorganizzazione del sistema difensivo promosso dallo «Stupor Mundi», appellativo dato a Federico II di Svevia (1194-1250) dal cronista coevo Matthew Paris.

Tale piano di sorveglianza aveva come obiettivo la classica difesa dell’Italia Meridionale, sede del suo Regno, dalle incursioni islamiche ma, a differenza di quelli promossi dai regnanti precedenti, i baluardi da lui costruiti o riorganizzati su edifici preesistenti erano integrati tra loro grazie alla velocità con cui comunicavano tramite segnali luminosi e, in caso di incursioni nemiche, dalla presenza in ogni castello di guarnigioni pronte a intervenire.

In questa complessa riorganizzazione anche le città disposte in luoghi strategici lungo le coste vennero coinvolte e la bianca Ostuni fu una di queste.

Arroccata su un versante della Murgia, oggi circondata da una distesa di ulivi e vigne, e vicino a un mare blu (bandiera decisamente meritata), Ostuni deve proprio la sua caratteristica forma alla riorganizzazione dei sistemi difensivi promossa dall’Imperatore.

Le mura furono ricostruite e ampliate durante il XIII secolo, oggi sono sopravvissute solo la Porta Nova e la Porta San Demetrio situate nella parte medievale del borgo.

Le mura furono successivamente consolidate dagli Angioini per poi essere totalmente stravolte e ampliate durante il regno degli Aragonesi, ma dei numerosi torrioni spagnoli sono sopravvissuti solo otto.

A girare lungo le sue mura si capisce benissimo perché l’Imperatore Federico II di Svevia ha sostenuto la sua fortificazione, si ha una bellissima veduta.

Ma Ostuni non è solo Federico II e girando intorno alle possenti mura ci si imbatte in curiosi particolari architettonici come l’abside della quattrocentesca chiesa di San Giacomo di Compostela; la chiesa, d’ispirazione federiciana, fu edificata nel 1432, oggi sopravvive solo un’aula quadrangolare molto spoglia, il resto della chiesa è stato inglobato negli edifici circostanti, sicuramente va ammirato il raffinato portale in pietra locale finemente intagliato con motivi vegetali, zoomorfi e antropomorfi di gusto federiciano.

Entrando nel borgo ci si imbatte nella maestosa Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, costruita tra il 1437-1495, la cui facciata è di gusto tardo gotico. L’interno ha subito notevoli modifiche, l’ultima più importante risale al Settecento.

Altra importante chiesa è dedicata a San Francesco d’Assisi, costruita nel 1304 sul terreno donato dal principe di Taranto e di Ostuni Filippo d’Angiò, ha subito numerosi restauri interni e il più incisivo risale al Settecento, mentre il prospetto principale fu radicalmente modificano nel 1883.

Tra una chiesa e un giorno al mare, se avete tempo, visitate anche il museo della civiltà messapica.

Salutata Ostuni e il mare del Salento, la parte finale del mini tour è stata all’insegna della cultura più pura perché l’ultima tappa è stata Altamura, ma, ovviamente, prima di andare nella città del famoso pane non potevo non passare per Alberobello e i suoi trulli.

I Trulli

Lo so, è una piccola deviazione dal percorso federiciano, ma Alberobello meritava di essere visitata con i suoi trulli.

Ogni trullo – per trullo si intende la copertura a punta realizzata con centri concentrici di lastre calcaree ricoperte da calce, tali pietre venivano chiamate chiancarelle, con il tempo tutto l’edificio è stato chiamato trullo – termina con un pinnacolo la cui forma varia in base al suo significato che, a causa di poche fonti storiche e di una cospicua tradizione orale, rimane abbastanza nebuloso; per alcuni i pinnacoli sono una sorta di «firma» dei vari maestri trullari, per altri invece hanno significati magici legati ai culti solari praticati dagli antichi popoli agricoltori, simboli che successivamente sono stati assorbiti e rielaborati dalla cultura cristiana.

Oltre ai simboli dei pinnacoli troviamo anche quelli disegnati a calce su ogni cupola che, come i pinnacoli, avevano virtù magiche e capacità di allontanare le influenze maligne ed erano tramandati di padre in figlio, nati con significati pagani, successivamente assorbiti dalla cultura cristiana.

Salutati i simpatici trulli ci si incammina verso la città d’Altamura situata nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.


Altamura e Federico II di Svevia

Anche la città di Altamura ha importanti testimonianze lasciate dallo «Stupor Mundi», visibili soprattutto nel piano urbanistico e nella splendida e imponente Cattedrale.

La città ha una storia antichissima, nel Parco dell’Alta Murgia sono state rinvenute importantissime testimonianze preistoriche, ma il vero cambiamento avvenne nel 1232 quando, per volere di Federico II di Svevia, la città conobbe un nuovo sviluppo culturale, economico e urbanistico; risalgono a questo periodo i claustri, piccole piazzette tra i palazzi da cui si irradiano cieche viuzze, che caratterizzano il centro storico di Altamura.

Sempre per volere di Federico II di Svevia fu costruita la Cattedrale dedicata all’Assunta, realizzata tra il 1232 e il 1254, unica cattedrale espressamente voluta dall’Imperatore, è un mix di stili architettonici che vanno dal romanico-pugliese, meglio conosciuto come stile federiciano, a quello più gotico introdotto dagli Angioini – metà della cattedrale fu distrutta da un terremoto nel 1316, come ricorda la lapide posta sopra il portone laterale, e ricostruita secondo il nuovo gusto architettonico –.

Nel tempo subì altri rimaneggiamenti come quello avvenuto durante il XVI secolo che coinvolse il prospetto esterno con la costruzione dei campanili per dare simmetria alle facciate, gli interni, invece, subirono incisive modifiche tra il Settecento e l’Ottocento.


L’enigmatico ed estetico Castel del Monte voluto da Federico II di Svevia

A pochi chilometri da Altamura si trova il Castel del Monte ed è obbligatorio andare a vistarlo.

Il Castel del Monte è il castello federiciano per eccellenza dove il mito dell’Imperatore, l’originalità propria del Maschio che lo rende unico al mondo e l’esiguità delle fonti storiche si sono fusi insieme per dare dei bei grattacapi agli studiosi, i quali non hanno ancora ben chiaro il perché l’Imperatore decise di farlo costruire su quest’altura e con questa particolare foggia, i dubbi non sono del tutto dissipati a causa anche della totale spoliazione di ogni cosa che avesse un valore.

Nonostante il suo essere stato ridotto «all’osso», Castel del Monte affascina già solo guardandolo da fuori, incanta la sua imponente eleganza data dalla sua originalissima forma ottagonale.

L’ottagono è proprio la figura geometrica ripresa in ogni dove, nelle torri laterali e nelle stanze sia del piano terra che del primo piano; appena entrati, se attenti ai particolari, si capisce il perché Federico II di Svevia è stato considerato uno degli Imperatori più rivoluzionari del Medioevo tanto che lo stile architettonico da lui promosso prende il suo nome, per iniziare le stanze paiono tutte uguali e sembra di camminare in tondo se non fossero presenti dei particolari come i camini costruiti nella III e nella VII sala che spezzano l’apparente somiglianza e le porte di accesso agli ambienti che hanno un lato principale e uno secondario.

Analogo schema si ripete lungo il piano nobile ma qua per spezzare la somiglianza sono stati utilizzati degli sgabelli di marmo realizzati per vedere il panorama.

Oltre al gioco delle stanze, ci si incanta a guardare la toilette medievale – per secoli era del tutto assente nel mondo occidentale ma molto frequente in quello arabo, anche da questo particolare si comprende l’immensa e raffinata cultura di Federico II di Svevia – e a immaginare lo sfortunato di turno obbligato a pulirla.

Al Castel del Monte sono state date diverse funzioni: castello difensivo, residenza di caccia, luogo di svago, simbolo di potere e di cultura, luogo di incontro di due mondi lontani, quello cristiano e quello islamico, sono solo alcune delle tante definizioni date a questo castello ma che perdono ogni valore se confrontati con quelli costruiti dall’Imperatore come, ad esempio, il Castello di Trani.


Trani, l’avamposto crociato

Dopo il Castel del Monte, andare a Trani era quasi una tappa obbligata. Ho ammirato la sua imponete cattedrale, dove i Crociati ricevevano l’ultima benedizione prima di partire e dove, i più fortunati, approdavano dopo le battaglie, e il suo Castello.

Il Castello di Trani fu fondato nel 1230 e terminato nel 1233, amato da Manfredi, figlio preferito di Federico II, fu poi fortificato sotto gli Angioini, ampliato sotto gli Aragonesi e durante l’Ottocento. Fu costruito per difendere questo lato dell’Adriatico e si presenta circondato da un fossato e difeso da alte scogliere, decisamente massiccio e decisamente minaccioso, caratteristiche per nulla presenti nel più elegante Castel del Monte.

La cattedrale, invece, è uno dei migliori esempi del romanico pugliese. Isolata nel corso degli ultimi due secoli con il progressivo abbattimento di edifici preesistenti per esaltare la sua linea medievale, anche la cattedrale stessa ha subito dei restauri incisivi, soprattutto gli interni che sono stati spogliati da tutte le sovrastrutture barocche e settecentesche per arrivare al nerbo medievale. Oggi l’edificio si presenta eccessivamente scarno, ma qua e là originali elementi medievali si possono ammirare.

Alla cattedrale si accede dalla basilica inferiore dedicata a Santa Maria, costruita nel 1099 per volere dell’Arcivescovo di Bisanzio in onore di San Nicola Pellegrino a cui fu dedicata una cripta di chiaro gusto greco. Tutta la Cattedrale fu terminata, tra alti e bassi, tra il 1159 e il 1186.

Girando intorno alla cattedrale si può ammirare tutta la sua imponente figura come il suo poderoso transetto e il corpo absidale dove troneggiano i finestroni esaltati da un cornicione merlato e da mensole popolate da animali fantastici e da figure umane.

Il prospetto principale è impreziosito da un rosone monumentale e dal meraviglioso portale in cui è incastonata la porta bronzea di Barsano da Trani (1175). A rendere tutto ancora più bello è l’uso sapiente della pietra bianco-rosata proveniente dalle cave di Trani.

Con Trani ho concluso il mini tour sulle tracce di Federico II di Svevia.

Articolo in media partnership con polveredilapislazzuli.blogspot.it
(luglio 2019)

Tag: Annalaura Uccella, Federico II di Svevia, Salento, Ostuni, Stupor Mundi, Puglia, Matthew Paris, Italia Meridionale, città del Salento, Murgia, chiesa di San Giacomo di Compostela, Filippo d’Angiò, Alberobello, trulli, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Altamura, Castel del Monte, Trani.