Un insolito Picasso
Alla scoperta di alcune opere poco conosciute del grande artista

Sono andata a vedere una mostra dedicata a Picasso tenutasi nelle stanze della Villa Fiorentino a Sorrento.

Così armata di passione, macchina fotografica e per il rotto di cuffia, sono andata ad ammirarlo e ho apprezzato soprattutto un lato dell’arte di Picasso che non conoscevo bene, infatti, accanto ad alcuni dipinti, è stato dato ampio spazio ai disegni di alcune «opere uniche» e serie grafiche come: Le cocu magnifique e Venti poemi di Gongora, La Célestine, Sable Mouvant, Suite des Saltimbanques, Il Tricorno, Storia Naturale, Balzac en Bas de Casse e Barcelona Suite. Inoltre l’esposizione è stata arricchita da opere in ceramica realizzate tra il 1948 e il 1964 e provenienti sia da collezioni private sia dal Museo Internazionale della Ceramica di Faenza.

Le cocu magnifique

Pablo Picasso, Le cocu magnifique; fotografia di Annalaura Uccella, 2014

Pubblico, per ovvie ragioni di spazio, solo alcune foto, non sono il massimo a causa di troppi riflessi o di poca luce, ma rendono benissimo lo stile picassiano.


Un po’ di Cubismo

Pablo Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973), insieme a G. Braque, è considerato uno dei massimi rappresentanti del Cubismo che fu influenzato dalla ricerca artistica di Cézanne, dalla visione filosofica di Rousseau, dall’arte africana che modificò molto l’idea estetica della bellezza e, in ultimo, dalle novità introdotte dal movimento francese dei «Fauves» («Le Belve»).

Rispetto ad altri movimenti artistici e sintetizzando al massimo, il Cubismo si caratterizzò per la rappresentazione frammentata di figure e oggetti, ma perché si arrivò a tale modo di raffigurarle? Perché cambiò il modo di concepire il quadro non più considerato come una semplice superficie piana su cui disegnare alla bella maniera, ma come spazio in cui muoversi; mi spiego meglio, per ammirare una statua bisogna girarle intorno per osservare ogni sua parte e in questo modo si hanno diverse prospettive del soggetto, bene, l’artista cubista rappresentava sulla tela i vari punti di vista di un medesimo soggetto. Questa nuova idea di rappresentare su tela il movimento nello spazio portò alla scomposizione della figura umana, o di un altro soggetto, in più piani colorati, lo spazio divenne mentale, cioè l’artista nella propria mente immaginava di girare intorno alla figura che stava raffigurando e accentuava tale movimento usando colori densi e privi di sfumature, le figure divennero più compatte, innaturali e piane. Ciò portò, nel tempo, ad una raffigurazione astratta del soggetto, quasi simbolica perché l’arte risentì, in modo particolare, delle rivoluzionarie scoperte della psicanalisi e ciò permise all’artista di riconoscere ed esprimere liberamente le emozioni, gli stati d’animo e le sensazioni sue e della società.

È importante dire che l’arte fu influenzata anche da altre rivoluzionarie scoperte fatte in diversi campi del sapere e pesantemente scossa da tali cambiamenti, l’arte iniziò a smantellare tutte quelle regole e quei canoni classici che per secoli caratterizzarono le belle arti, iniziò a scoprire e a sperimentare nuovi modi per esprimersi, nacquero così le avanguardie artistiche le quali manifestarono, nel bene e nel male, tali mutamenti.


Picasso in mostra

Ritornando alla mostra, è stato piacevole e divertente scoprire, attraverso le opere esposte, i diversi aspetti del carattere e dell’arte di Picasso; nei disegni e nelle serie grafiche traspare una forte ironia usata per raffigurare tradimenti, amori, gioie e dolori dell’uomo, tutto reso con rapidi ed essenziali tratti.

I quadri, invece, mostrano la sua ricerca cubista, ma ciò che mi ha piacevolmente colpito, poiché è un lato della sua arte poco evidenziato nei libri di storia dell’arte su cui ho studiato, sono le sue opere in ceramica che realizzò durante il suo lungo soggiorno a Vallauris, antico centro nel Sud della Francia e famoso per la lavorazione della terracotta. Lì lavorò nell’atelier Madoura degli amici e colleghi Georges e Suzanne Ramié.

Grazie alla plasticità della terracotta, Picasso poté sperimentare, ricreare nuovi impasti, nuove tecniche di cottura e nuove forme, in poche parole, attraverso questi lavori ha espresso tutta la sua creatività. Con insolite forme ha creato gufi, pesci, cavalieri a cavallo e con rapidi tratti di colore ha dato vita a ironici piatti da portata.

Gufi

Pablo Picasso, gufi in terracotta; fotografia di Annalaura Uccella, 2014

Pesce

Pablo Picasso, pesce in terracotta; fotografia di Annalaura Uccella, 2014

Cavaliere a cavallo

Pablo Picasso, cavaliere a cavallo di terracotta; fotografia di Annalaura Uccella, 2014

Piatto da portata

Pablo Picasso, piatto di terracotta raffigurante una mano con un pesce; fotografia di Annalaura Uccella, 2014
(agosto 2016)

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